L’Educazione Razionale Emotiva

 

Parlare di emozioni non basta, è necessario capirle.

Mario Di Pietro

Per Educazione Razionale Emotiva (ERE) si intende un percorso psicoeducativo rivolto a bambini e adolescenti con l’obiettivo di “educare la mente” a riconoscere e gestire adeguatamente le emozioni, i pensieri ed i comportamenti che ne derivano. Secondo tale approccio, le emozioni sia positive che negative possono essere vissute interamente, ma è importante che la mente venga educata a comprendere ciò che determina l’insorgenza ed il mantenimento di quelle emozioni.

Si tratta di un’educazione razionale in quanto fornisce al bambino gli strumenti per far sì che le sue abilità cognitive guidino il comportamento, cogliendo la stretta relazione tra mente, emozioni e comportamento, ovvero mettendo “la mente al servizio del cuore”. Grazie a questo percorso, il bambino e l’adolescente impareranno ad autoregolare i propri stati d’animo, a riconoscere ed esprimere le proprie emozioni, a gestire la frustrazione e a favorire l’accettazione di sé e dell’altro.

Tale percorso psicoeducativo si struttura in diverse fasi. L’obiettivo della prima fase è far sì che il bambino impari a riconoscere le proprie emozioni; nella seconda fase si aiuta il bambino a riconoscere quali sono i pensieri che influenzano le emozioni; nella terza fase si insegna al bambino a mettere in atto delle strategie volte a trasformare questi contenuti mentali e quindi superare i pensieri nocivi che portano ad emozioni controproducenti; infine, l’ultima fase consente al bambino di allenarsi a mettere in pratica queste procedure nella vita di tutti i giorni.

L’ERE è rivolta a bambini di diversa fascia di età, a partire da 4 anni, e ad adolescenti. Può essere condotta in piccolo gruppo, nel caso di interventi preventivi o di difficoltà generalizzate che influenzano il benessere del bambino, può essere condotta a scuola grazie al sostegno di insegnanti e genitori oppure può essere condotta in un luogo diverso, creando dei gruppi omogenei per età e competenze. Il setting di gruppo consente il confronto tra le esperienze personali, il contenimento dei propri vissuti, la possibilità di sperimentare comprensione e ascolto. L’intervento individualizzato invece ha l’obiettivo di risolvere difficoltà specifiche (problemi di ansia, aggressività, rabbia, ecc.).

Il primo strumento di lavoro fornito a chi partecipa a tale percorso è costituito da “l’ ABC delle emozioni”, un’efficace modo per scomporre ed analizzare i tre elementi di qualsiasi manifestazione emotiva: l’evento attivante (A), i pensieri e le valutazioni che l’individuo fa dell’evento attivante (B), la sua reazione emotiva e comportamentale (C). L’A B C delle emozioni, insegnato al bambino, consente di comprendere le proprie reazioni emotive negative e quindi trasformarle. L’obiettivo non è non provare più emozioni negative, ma essere in grado di gestirle senza esserne sopraffatti.

 

Bibliografia

Di Pietro, M.(2016). L’educazione razionale emotiva. Erickson: Trento.

http://www.educazione-emotiva.it/pratica-ere.htm

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