Il Parent Training: una risorsa quando la disabilità entra in famiglia

 

Qualunque sia la sua forma, quando la disabilità entra in famiglia comporta una riorganizzazione del sistema famigliare e delle sue routine. La famiglia, infatti, costituisce un sistema in evoluzione che, giorno dopo giorno, affronta dei compiti di sviluppo tipici della fase del ciclo di vita a cui è giunta. Solitamente, la nascita di un bambino comporta una riorganizzazione interna del tutto fisiologica. In alcuni casi, questa riorganizzazione può essere complicata dalla scoperta di una forma di psicopatologia del bambino. Il processo di diagnosi può iniziare in età precoce (es.nei casi di disabilità cognitiva o disturbo dello spettro autistico) ma in altri casi può avvenire più in là nello sviluppo (es. ADHD, DOP, DSA).

In qualunque momento avvenga, la diagnosi si configura come evento critico paranormativo per la famiglia, poiché innesca un processo di crisi e cambiamento finalizzato all’adattamento funzionale ed alla mobilitazione delle risorse individuali e familiari.  L’esito del processo di riorganizzazione familiare può dipendere da diversi fattori, tra cui le caratteristiche cliniche del disturbo, la gravità della patologia, le caratteristiche personali dei membri della famiglia, la presenza di una rete extrafamiliare di supporto, ma anche la collaborazione e il sostegno tra i partner.

In generale, è possibile affermare che la diagnosi di disabilità richiede una riorganizzazione radicale, fonte di confusione, fatica e stress per tutto il sistema sistema familiare che incide profondamente sulle routine dei membri della famiglia. Non bisogna sottovalutare l’impatto che questo evento ha sui fratelli, i quali spesso vivono un forte senso di frustrazione dovuto alle mancate attenzioni genitoriali e alla precoce spinta all’autonomia, ma anche al senso di colpa e di inadeguatezza sperimentato. Per quanto riguarda i genitori, numerose ricerche attestano che i genitori dei bambini con disabilità sperimentano un elevato livello di stress genitoriale. In particolare, nelle famiglie con bambino affetto da disturbi dello spettro autistico, lo stress genitoriale percepito dipende dal livello di socializzazione del bambino il quale influenza, inevitabilmente, il suo rapporto con i genitori. 

Una strategia efficace per ridurre lo stress genitoriale consiste nell’intraprendere dei percorsi di Parent Training che consentano ai genitori di essere ascoltati, sostenuti e guidati positivamente verso il miglioramento dell’interazione con il figlio, utilizzando le proprie risorse personali e promuovendo l’uso di strategie di coping efficaci. E’ importante che il Parent Training venga svolto parallelamente a percorsi di abilitazione e riabilitazione del bambino, poiché un intervento efficace richiede sia la partecipazione attiva dei genitori ma anche la programmazione di interventi precoci ed intensivi che consentano al bambino di apprendere nuove modalità relazionali e nuovi comportamenti adattivi. 

Il Parent Training consente di fornire ai genitori informazioni utili sulla patologia del bambino, le fasi di crescita ed i compiti di sviluppo tipici di ogni fase e, al tempo stesso, consente di formarli attivamente in ottica preventiva, fornendo loro strumenti e strategie specifiche per anticipare o gestire eventuali situazioni o comportamenti problematici. Il Parent Training aiuta i genitori a riconoscere le proprie risorse personali e ad utilizzare efficacemente durante le interazioni con il bambino.

 

Bibliografia:

Benedetto L. (2017). Il parent training. Carocci editore: Roma.
Benigno F., Iovino L. (2014). Lo stress genitoriale nei disturbi dello spettro autistico. NeaScience – Giornale italiano di neuroscienze, psicologia e riabilitazione, ISSN 2282-6009, 4, 2-12.

1

Leave a Comment